Tra il II ed il I millennio a.C., ha inizio la storia di Accadia, come quella di tanti altri comuni del Subappennino Dauno. Qui vi si trovano rovine di epoca romana, ma è incerta la sua identificazione con il centro di Accua, città degli Irpini. L’origine del nome di Accadia, è dovuto secondo la tradizione al fatto che qui nasceva un tempio dedicato ad Eca o Acca Dea, madre celeste venerata sotto forma di pietra sacra.
Nel 1462 la cittadina resistette all’assedio di Ferdinando II d’Aragona, re di Napoli e Sicilia.
Accadia fece parte della provincia di Avellino fino al 1927.
Tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento ci fu un periodo di relativo benessere economico, dovuto alla nascita della locale agricoltura, ma l’aumento dei flussi emigrativi oltreoceano e l’epidemia di colera del 1910 determinò l’arretramento delle condizioni economiche del comune.
I maggiori luoghi d’interesse di Accadia sono quelli legati alla natura, alla storia, come il Rione Fossi, e al culto dei santi e della Madonna, come il santuario di Monte Crispignano o la Chiesa di Santa Maria dei Teutoni.
Chiesa dei Santi Pietro e Paolo
Nel 1098 la primitiva Chiesa matrice fu intitolata ai Santi Pietro e Paolo, ed era situata nel centro dell’attuale Rione Fossi. In passato presentava sette archi con ampi finestroni, con una cupola e con una abside. In seguito ai terremoti che distrussero Accadia, la chiesa matrice dei Santi Pietro e Paolo venne edificata in un’altra zona del paese, nell’omonima piazza. La chiesa oggi presenta delle vetrate, e dopo il restauro del 2000 vennero riconsegnate al culto le statue dei Santi Pietro e Paolo che sono opere barocche del Seicento.
Il santuario di Monte Crispignano
Secondo la tradizione, sull’imponente Monte Crispignano, la Madonna del Carmine apparve ad un devoto pastorello, qui infatti fu innalzato il Santuario. Il 21 agosto 1927 la Beata Vergine del Carmine fu incoronata, da allora, ogni 5 anni si festeggia la statua della Madonna dal Monte Crispignano fino in paese.
Santa Maria dei Teutoni
Nel 1883 fu costruita e in seguito restaurata a causa del terremoto del 1930, la piazza dell’Orologio la quale prende il nome dalla Torre dell’Orologio.
Nella piazza è presente anche una fontana monumentale in stile neoclassico, fatta costruire nel 1836 da Ferdinando II di Borbone, a ricordo dell’acqua portata dal locale acquedotto. Per ricordare l’assedio aragonese del 1462, furono colocati due pannelli bronzei sotto il portico.
Dalla piazza dell’Orologio si osserva il borgo antico di Accadia, denominato Rione Fossi e l’ingresso definito, Arco di Porta Campo.